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Dobbiamo Tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy

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Dobbiamo Tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy

“Dimenticate le proteste contro la guerra, Woodstock, persino i capelli lunghi. La vera eredità degli anni Sessanta è la rivoluzione del computer. Dobbiamo tutto agli Hippie”
Stewart Brand, Time marzo 1995

 

La generazione che cinquant’anni fa sperava in un radicale cambiamento nella società occidentale ha visto naufragare tra droga, eccessi ed estremismo politico molti dei suoi sogni. Ma la rivoluzione tecnologica che sta cambiando profondamente la nostra vita e il nostro stesso modo di pensare è figlia di quell’utopia, che ha ispirato i protagonisti dell’industria hi tech. Riscoprire personaggi e matrici di quella rivoluzione culturale è prezioso per comprendere come visionari e sognatori siano ieri come oggi più che mai i protagonisti dell’innovazione.

 

E’ quanto propone, alla vigilia del cinquantenario del ’68, “Dobbiamo Tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy”, spettacolo multimediale in anteprima nazionale giovedì 26 ottobre alle 18.30 al Teatro Comunale di Vicenza, a conclusione del Mese della Formazione promosso da Niuko, che assieme a Interlogica di Alessandro Fossato ha sostenuto la produzione dello spettacolo.

 

Fra immagini, spezzoni di film, musica e narrazione incalzante, sul palco il surf diventa metafora del pensiero laterale, capace di scoprire percorsi inaspettati, dall’arte alla scienza, dalla cultura alla politica. Un racconto spiazzante, che individua un filo rosso fra molti protagonisti italiani o di origine italiana, da Lawrence Ferlinghetti patriarca della Beat Generation a Jack Sarfatti, scienziato eccentrico che ispirò Doc di “Ritorno al Futuro”, dal regista Francis Ford Coppola a Mario Savio, leader studentesco che a Berkeley “innescò” la stagione della contestazione. Un percorso che inaspettatamente partendo dalla California affianca a figure di visionari come il designer Ettore Sottsass e Federico Faggin, padre del microchip e della tecnologia touch, quelle di Adriano Olivetti e Maria Montessori, che pur scomparsi alla vigilia di quella stagione ispirarono valori che ancor oggi sono le fondamenta della culla mondiale dell’innovazione: Silicon Valley.

“Giornalista curioso” che da anni lavora proprio sul ponte fra Italia e Silicon Valley con il progetto multimediale Italiani di Frontiera, Roberto Bonzio è protagonista e autore dello spettacolo, per la regia di Alessio Mazzolotti (Fishbonecreek), con la musica selezionata live sul palco da Luca Presenza Carini, mentre Roberta Gaito ha curato la scenografia, Roberta Pirrera la grafica digitale.

2018-03-19T18:04:31+00:00 Scritto da |Categories: Press|Tags: , |

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